guida al progetto e alla prova d'esame


Nuovi spazi per lo studio
nel campus di viale S. Ignazio


1.Tema di progetto

Il tema dei laboratori è il progetto di nuovi spazi per gli studenti e la loro integrazione con i percorsi e le aree pubbliche del campus e con i giardini verso viale Merello e l’Orto dei Cappuccini. L’area di intervento si trova subito alle spalle dell’ex Albergo del povero di Ubaldo Badas, è articolata su più quote e affaccia verso i giardini. Oggi questo spazio è chiuso da un muro verso valle e appare come il retro senza qualità degli edifici che si affacciano sul viale: alla base del lavoro del laboratorio è l’ipotesi di abbattere il muro e aprire lo spazio verso i giardini dandogli una vocazione panoramica e pubblica. Per questa ragione i nuovi spazi dovranno essere progettati parzialmente o completamente ipogei.

Come spazi per lo studio si intendono ambienti raccolti in cui studiare e svolgere altre attività legate alla vita universitaria. Possono essere immaginati come uno spazio unico, nella forma di una grande aula, o come spazi più articolati, divisi in diverse unità connesse tra di loro.

L’aspetto che più interessa è il rapporto che i nuovi spazi avranno con il paesaggio dei giardini e con le strutture del campus: spazi interni ed esterni dovranno essere integrati e messi in relazione diretta. Il progetto dovrà essere interpretato come completamento della sistemazione dei percorsi di connessione tra l’Orto dei Cappuccini e il viale Sant’Ignazio. La sistemazione degli spazi esterni adiacenti al progetto e all’edificio di Badas è parte integrante del lavoro.


2. Documentazione

La documentazione sull’area sarà costituita da materiale documentario e cartografico, fornito dai docenti e prodotto dall’attività di ricerca degli studenti. Quest’ultima attività è considerata parte integrante del lavoro di progetto e quindi del laboratorio e sarà oggetto di valutazione ai fini dell’esame.

Si mettono a disposizione degli studenti:

Disegni in formato dwg (Autocad):
- Planimetria di base con le coperture (nello spazio carta un layout è già preimpostato per la stampa in scala 1:200)
- Planimetria di base del piano terra  (nello spazio carta un layout è già preimpostato per la stampa in scala 1:200)
- Planimetria di base con il piano terra dell’ex Albergo del Povero
Planimetria di base per la realizzazione del plastico
- Ridisegni relativi all'Albergo del Povero di Badas

D

Disegni in formato pdf
Sono resi disponibili i disegni di base per la realizzazione del plastico. 
- Base plastico 200 (file name: planbaseplastico200.pdf)

Fotografie zenitali e aeree

Fotografie stato attuale:
Fotografie recenti scattate durante i sopralluoghi

Fotografie e documenti storici:
E' disponibile una cartella con alcune fotografie e documenti storici.

Tutto il materiale sarà scaricabile da una cartella box accessibile dal link riportato sul blog.


3. Fasi di presentazione del progetto

Prima dell’esame vero e proprio, il progetto sarà presentato in due fasi corrispondenti ognuna a una consegna intermedia. Tali passaggi formalizzati consentiranno di controllare il progresso del lavoro e di discuterlo con i docenti e gli altri colleghi. Ognuna delle consegne avrà luogo durante il laboratorio: la prima al termine di una fase di workshop intensivo, che si svolgerà dopo il primo mese di attività all’interno dell’orario del laboratorio; la seconda nel corso di una critica collettiva fissata alla fine del laboratorio, in dicembre. Durante questi appuntamenti ogni lavoro sarà discusso pubblicamente e il docente stabilirà una valutazione intermedia che determinerà la valutazione finale.

I fase
La scadenza della prima fase, prevista a conclusione del workshop, corrisponderà alla definizione della scala urbana del progetto, alla verifica dell’inserimento del nuovo edificio nel contesto ed allo studio dei caratteri generali della sua organizzazione interna. Il progetto sarà redatto alla scala 1:200 e sarà illustrato con un planivolumetrico del nuovo edificio inserito nel contesto che ne riprodurrà la pianta delle coperture ombreggiata - perché si intenda la relazione dei volumi - e con una pianta tipo ed eventuali sezioni. Il lavoro sarà presentato in slide per la proiezione al termine del workshop. Si incoraggia anche la presentazione di un plastico di studio in scala 1:200.

II fase
La scadenza della seconda fase, prevista subito prima di Natale, corrisponderà alla definizione dell’edificio alla scala architettonica (lo studio e la rappresentazione delle sue parti a livello del dettaglio tecnologico è un approfondimento relativo all’insegnamento di costruzione). Il progetto sarà presentato nelle scale 1:200/100 per quanto riguarda le piante, i prospetti e le sezioni (la scala sarà concordata con il docente secondo le necessità del progetto). Verrà presentato anche il planivolumetrico, in scala 1:200 debitamente aggiornato. Si incoraggia inoltre la presentazione del modello di studio alla scala opportuna.

Esame
La prova d’esame consiste nella consegna dei disegni di progetto - rifiniti e completati rispetto alla seconda consegna - accompagnati da un esploso assonometrico, dal modello e dalle eventuali viste. Il lavoro sarà illustrato nella seguente modalità:

a.    Un book di formato quadrato 29,7x29,7 (ricavato da un A3). Il book conterrà tutti gli elaborati prodotti, ogni pagina conterrà un solo disegno su una sola facciata. I disegni saranno ridotti alla dimensione adeguata per poter essere impaginati nel formato indicato e avranno ciascuno un riferimento scalare grafico. La copertina del book sarà uguale per tutti e concordata con i docenti. 

b.   2 tavole di formato quadrato 59,4x59,4 (ricavato da un A1), stampate su carta patinata opaca e incollate su poliplat di spessore di 10mm. Queste tavole conterranno solo i disegni che a giudizio dello studente meglio illustrano il carattere e la qualità del progetto. Una di esse illustrerà una sola rappresentazione tridimensionale del progetto (una vista prospettica o una visione assonometrica), l’altra una bidimensionale (la pianta o la sezione più significativa, eventualmente un prospetto).

c.    Il modello in scala 1:200 del progetto degli spazi per lo studio e della sistemazione degli spazi esterni adiacenti. Il modello sarà realizzato in cartoncino e dipinto completamente con gesso acrilico bianco: risulterà per tanto monocromatico bianco. Il modello è inteso come elaborato sintetico realizzato per illustrare i caratteri principali del progetto e quindi ometterà tutti i dettagli iperrealistici evidenziando invece gli elementi principali e caratterizzanti la composizione.



ELENCO SINTETICO DEL MATERIALE DA PRESENTARE ALL’ESAME:

Book quadrato 29,7x29,7 (un quadrato dall’A3) contenente tutti gli elaborati prodotti
tavole quadrate 59,7x59,(un quadrato ricavato dall’A1) con gli elaborati selezionati
Modello in scala 1:200 (in cartoncino dipinto in gesso)

La consegna finale dei lavori sarà, per quanto possibile, unica per tutti: le date indicate in calendario come date di esame. L’esperienza degli anni passati ci garantisce che seguendo con costanza il corso e svolgendo per tempo il lavoro richiesto è possibile per tutti raggiungere questo obbiettivo. La chiusura contemporanea dei lavori è un obbiettivo didattico importante perché consente il loro confronto pubblico e il bilancio del laboratorio come apporto collettivo al dibattito di Facoltà.

4. Carattere dell’edificio, programma funzionale e prescrizioni tecniche

Il progetto di nuovi spazi per lo studio per il campus di Sant’Ignazio nasce all’interno di un ripensamento generale degli edifici universitari del viale e delle loro relazioni con i giardini circostanti. Il tema del laboratorio è stato isolato all’interno di questo quadro più ampio. I nuovi spazi per lo studio sono funzionali a una risistemazione dell’area intorno all’ex Albergo del povero di Ubaldo Badas che prevede l’apertura sul retro verso valle e la riconnessione con i percorsi che portano all’Orto dei Cappuccini e al viale Sant’Ignazio.

Si considerano quindi nodi importanti del progetto a cui dare soluzione:

a.    il ridisegno degli spazi aperti intorno all’edificio di Badas e la loro connessione con i percorsi suddetti;

b.    la caratterizzazione dell’area sul retro degli edifici universitari come luogo panoramico verso la valle e come polo delle attività degli studenti e dei docenti;

c.    la definizione degli spazi per lo studio come ambienti pienamente integrati con il parco;

d.    lo studio e la caratterizzazione del percorso di risalita dalla quota del progetto alla quota del viale come elemento notevole e rappresentativo del progetto.

4.1. Gli spazi e il dimensionamento dell’edificio

L’area dedicata ai nuovi spazi studio sarà approssimativamente di 300m2 e sarà così suddivisa:

a.    Spazi per lo studio, 150m2
La configurazione di questi spazi viene definita dallo studente che può scegliere se progettare un'unica aula o diversi ambienti in comunicazione tra di loro. Gli ambienti dovranno essere adeguatamente illuminati per consentire sia lo studio e la lettura con luce solare, sia la visione di documenti a schermo, in ambienti meno esposti alla luce solare.

b.    Area d’ingresso. 
Le dimensioni possono variare a seconda del progetto. Deve essere sufficientemente ampia, almeno parzialmente coperta, tendenzialmente fredda e in diretta relazione con i giardini.

c.    Area ristoro, 20m2
Si consiglia di realizzarla in continuità con l’area di ingresso e in comunicazione con il giardino. Può ospitare un piccolo caffè, anche in forma di chiosco.

d.    Copisteria/bookshop, 20m2.
Si tratta di un piccolo spazio con le macchine per le fotocopie ed eventualmente una libreria/cartoleria di dimensioni contenute.

e.    Servizi, 20m2.

f.     Uffici, 20m2
Uno o due uffici possibilmente con anticamera destinati al personale di servizio.

Le dimensioni espresse in metri quadri sono indicative e possono essere parzialmente ridefinite concordandole con i docenti a seconda delle esigenze di progetto.


5. Criteri di valutazione del progetto e dell’attività di laboratorio

La valutazione del lavoro in sede di esame si baserà su criteri prestabiliti, condivisi tra i due docenti di composizione e che si ritiene utile esplicitare già all’avvio del corso: questo aiuterà lo studente a orientare e gestire l’attività di laboratorio nella maniera più efficace di modo da redigere un progetto completo e pienamente soddisfacente e ottenere il riconoscimento adeguato alla qualità del lavoro svolto.
I criteri di valutazione sono:

1.  Qualità e continuità della partecipazione all’attività didattica, ai seminari concordati, alla redazione dell’apparato documentario del laboratorio, ai dibattiti e alle lezioni. Frequenza e partecipazione sono molto importanti in un’esperienza pratica e condivisa come quella di un laboratorio: viene pertanto valutata non solo l’assiduità, ma anche la partecipazione attiva al lavoro in aula, la capacità di raccogliere e integrare dati e nozioni e la capacità di interazione e condivisione con docenti e colleghi.

2.  Chiarezza e espressività della concezione del progetto. Ogni buon progetto possiede una coerenza generale, dipendente dal tema di fondo del lavoro, dall’efficacia e concisione con le quali è espresso e dalla coerenza e immaginazione con cui è sviluppato e articolato. Non basta che il progetto sia corretto in tutte le sue soluzioni particolari, ma deve avere un tema compositivo forte e convincente alla base, capace di tenere insieme tutti i suoi elementi e necessario a dare carattere ed espressività all’opera. La capacità di esprimere a parole in modo preciso e sintetico il tema di fondo del lavoro è indice della sua buona impostazione e della chiarezza del suo sviluppo.

3.  Coerenza e immaginazione nello sviluppo della composizione. L’efficacia e la capacità persuasiva di un buon tema compositivo sono verificate da una sua declinazione e articolazione coerente e immaginativa.

4.  Sensibilità ed efficacia della relazione del progetto con il luogo in cui si insedia. La responsabilità dell’architetto non si esaurisce nella concezione di un buon manufatto: egli ha una responsabilità ancora più alta nei riguardi del paesaggio – naturale e costruito – che condivide con una comunità e una cultura più ampie. Si ritiene che una parte importante del lavoro del progettista - forse la parte più importante - sia la sua capacità di realizzare un nuovo manufatto capace di integrarsi e dare forma compiuta al paesaggio in cui si insedia.

5.  Autonomia e capacità critica nel lavoro di progetto. In una esperienza come quella di un laboratorio di progettazione, che è pratica e definita nel tempo, è molto importante l’interazione tra docenti e studenti. Il gruppo di progettazione dovrà dimostrare di saper rielaborare e approfondire in autonomia le indicazioni emerse durante le revisioni settimanali, testimoniando così la piena comprensione di tutte le fasi del lavoro e non un atteggiamento passivo di attesa e meccanica riproposizione senza rielaborazione.

6.  Qualità della presentazione e della restituzione grafica. È molto importante per un progettista essere capace di restituire le proprie idee con piena efficacia e capacità persuasiva: pertanto si valuteranno con attenzione anche la qualità della restituzione grafica del lavoro, tanto nei disegni delle tavole (e nella loro impaginazione), quanto nel modello e nella redazione del book A3, previsti per la consegna finale. Importante sarà anche la capacità del gruppo di progettazione di argomentare e descrivere discorsivamente le proprie scelte e le soluzioni trovate.

La valutazione sarà data al progetto e pertanto sarà unica per tutti i membri del gruppo. Variazioni potranno avvenire in rapporto con i risultati delle attività teoriche, che invece sono valutate singolarmente.